Skip to main content

Full text of "La sonnambula; melodramma in due atti"

See other formats


MELODRAMMA  IN  DUE  ATTI 
POSTO  IN  MUSICA 

DAL  MAESTRO  VINCENZO  BELLINI 

NEL  NOBIL  TEATRO  ARGENTINA 

ih  CARNEVALE  DEL  1855. 


ROMA  1855. 
Presso  Giovanni  Olivieri  Tip.  dell'  Univ.  Romana. 
Con  approvazione 


PERSONAGGI 


ATTORI 


Il  Conte  Rodolfo,  sig.  del  Villaggio  .Darj  Gabriele 


Amina,  Orfanella  raccolta  da  Teresa, 

fidanzata  ad  Viola  V irginia 

Elvino,  ricco  possidente  del  Villaggio Mongini  Pietro 
Lisa,  Ostessa,  amante  di  Elvino  .  .  .  Mollo  M arietta 
Alessio,  Contadino,  amante  di  Lisa  .  Collini  Donato 
Un  Noterò  ...........  >  .  .  N.  iV. 


Cori  e  Comparse,  Contadini  e  Contadine. 


Teresa,  Molinara 


...  Mancini  Ermelinda 


La  Scena  è  in  un  villaggio  della  Svizzera. 


atto  timo 


SCENA  i. 

Villaggio.  In  fondo  al  Teatro  si  scorge  il  mulino 
di  Teresa;  un  torrente  ne  fa  girare  la  ruota. 

All'alzarsi  del  sipario  odonsi  da  lungi  suoni  pastorali 
e  voci  lontane  che  gridano:  Viva  A  mina  !  sono  gli 
abitanti  del  villaggio  che  vengono  a  festeggiare  gli 
sponsali  di  lei» 

Esce  Lisa  dalV  Osteria,  indi  Alessio  dai  colli. 

Lisa  'Sdutto  è  gioja,  tutto  è  festa... 

Sol  per  me  non  v'  ha  contento, 
E  per  colmo  di  tormento 
Son  costretta  a  simular. 
O  beltade  a  me  funesta, 

Che  m' involi  il  mio  tesoro, 
Mentre  io  soffro,  mentre  moro, 
Pur  ti  deggio  accarezzar  ! 
Ale.  Lisa!  Lisa!... 

Lisa  (per partire)       Oh!  l'importuno! 
Ale.  Tu  mi  fuggi  !... 

Lisa  Fuggo  ognuno. 

Ale.  Ah  non  sempre,  o  bricconcella, 

Fuggirai  da  me  così. 
Per  te  pure,  o  Lisa  bella. 

Giungerà  di  nozze  il  dì.  (durante  il 

colloquio  di  Lisa  e  di  Alessio,  i  suoni  si  sono  fatti 
più  vicini,  e  più  forti  le  acclamazioni) 

SCENA  II. 

Scendono  dalle  colline  Villani  e  Villanelle,  tutti  vestiti 
da  festa,  con  stromenti  villereccie  canestri  di  fiori. 
Giungono  al  piano. 

Coro       Viva  Amina! 

die*  Viva!  (unendosi  al  Coro) 


Lisa  (indispettita)  (Anch'  esso! 

Oh  dispetto!) 
Coro  Viva!  ancora  ! 

Jle.  Qui  schiernti...  più  cT  appresso,.» 

Lisa  (Ah!  la  rabbia  mi  divora!) 

Coro  La  canzone  preparata 

In  tuonar  dì  qui  si  può. 
Lisa  (Ogni  speme  è  a  me  troncata. 

La  rivale  trionfò.) 

Canzone. 

In  Elvezia  non  v'  ha  rosa 

Fresca  e  cara  al  par  d'  Amina- 

E  la  luce  matutina 

Tutta  bella,  tutta  amor. 
Ma  pudica,  ma  ritrosa, 

Quanto  è  vaga,  quanto  è  bella: 

È  innocente  tortorella, 

ÈT  emblema  del  candor. 
Te  felice  e  avventurato 

Più  d'  un  prence  e  d1  un  sovrano, 

Bel  garzon,  che  la  sua  mano 

Sei  pur  giunta  a  meritar  ! 
Tal  tesoro  amor  t'  ha  dato 

Di  bellezza  e  di  virtude, 

Che  quant'  oro  il  mondo  chiude, 

Che  niun  re  potria  comprar. 
Lisa  (Ah!  per  me  sì  lieti  canti 

Destinati  un  dì  credei  : 

Crudo  amor,  che  sian  per  lei 

Non  ho  cor  di  sopportar.) 
Àie.  (Lisa  mia,  sì  lieti  canti  (avvicinati dosi a  Lisa) 

Risuonar  potran  per  noi, 

Se  pietosa  alfin  tu  vuoi 

Dar  ascolto  al  mia  pregar). 

(ricominciano  gli  evviva) 

SCENA  IH. 

Amina,  Teresa,  e  Detti* 

Ami.  Care  compagne ,  e  voi, 

Teneri  amici ,  che  alla  gioja  mia 


7 


Tanta  parte  prendete,  oh  come  dolci 
Scendon  d' Amina  al  core 

I  canti  che  v'  ispira  il  vostro  amore  ! 
Coro  Vivi  felice  !  è  questo 

II  comun  voto,  o  Amina. 

Ami.  A  te  diletta, 

Tenera  madre,  che  a  sì  lieto  giorno 
Me  orfanella  serbasti,  a  te  favelli 
Questo,  dal  cor  più  che  dal  ciglio  espresso, 
Dolce  pianto  di  gioia,  e  questo  amplesso. 
Come  per  me  sereno 
Oggi  rinacque  il  dì  ! 
Come  il  terren  fiorì 
Più  bello  o  ameno! 
Mai  di  più  lieto  aspetto 
Natura  non  brillò; 
Amor  la  colorò 
Del  mio  diletto. 
Tutti         Sempre,  o  felice  A  mina, 
Sempre  per  te  così 
Infiori  il  cielo  i  dì 

Che  ti  destina.  {Amina  abbraccia  Teresa, 
e  prendendole  una  mano,  se  V  avvicina  al  core  ) 
Ami.  Sovra  il  sen  la  man  mi  posa, 

Palpitar,  balzar  lo  senti: 
Egli  è  il  cor  che  i  suoi  contenti 
Non  ha  forza  a  sostener. 
Tutti         Di  tua  sorte  avventurosa 

Teco  esulta  il  cor  materno: 
Non  potea  favor  superno 
Riserbarlo  a  ugual  piacer. 
Ale.  Io  più  di  tutti,  o  Amina, 

Teco  mi  allegro.  Io  preparai  la  festa, 
lo  feci  le  canzoni;  io  radunai 
De'  vicini  villaggi  i  suonatori. 
Ami.  E  grata  a'  tuoi  favori, 

Buon  Alessio,  son  io.  Fra  poco  io  spero 
Ricambiarteli  tutti,  allor  che  sposo 
Tu  di  Lisa  sarai,  se,  come  è  voce, 
Essa  a  farti  felice  ha  il  cor  disposto. 
Ale.  La  senti,  o  Lisa? 


8 

Lisa  Non  sarà  sì  tosta. 

Ale.  Sei  pur  crudele  ! 

Ter*  E  perchè  mai? 

Schiva  son  io  d'  amori  ; 

Mia  libertà  mi  piace. 
Ami.  Ah  !  tu  non  sai' 

Quanta  felicità  riposta  sia 

In  un  tenero  amor. 
Lisa  Sovente  amore' 

Ha  soave  principio  e  fine  amaro. 
Ter.  (Vedi  V  ipocrisia!) 
Coro  Viene  il  notaro. 

SCENA  IV. 
//  Notaro  e  detti. 

Ami.  Il  Notaro?  Ed  Elvino 

Non  è  presente  ancor? 
Wot.  Di  pochi  passi 

Io  lo  precedo,  o  Amina  :  in  capo  al  bosW 

10  lo  mirai  da  lungi. 
Coro  Eccolo. 

Ami.  Caro  Elvino!  Alfin  tu  giungi  ! 

SCENA  V. 
Elvino,  e  Betti. 

Elv.  Perdona,  o  mia  diletta, 

11  breve  indugio.  In  questo  dì  solenne 
Ad  implorar  ne  andai  sui  nostri  nodi 
11  superno  favor:  prostrato  al  marmo 
Dell'  estinta  mia  madre,  oh  benedici 
La  mia  sposa!  le  dissi.  Ella  possiede 
Tutte  le  tue  virtudì  :  ella  felice 

Renda  il  tuo  figlio  qual  rendesti  il  padre. 

Io  lo  spero,  ben  mio,  m'  udì  la  madre. 
Ami.  Oh!  fausto  augurio  ! 
Tutti  E  vano 

Esso  non  fia. 
Elv.  Siate  voi  tutti,  o  amici, 

Al  contratto  presenti. 

(//  Notaro  si  dispone  a  stendere  il  Contratto) 


9 


Hot.  Elvin,  che  rechi 

Alla  tua  sposa  in  dono  ? 
Eh.  I  miei  poderi. 

La  mia  casa,  il  mio  nome, 
Ogni  bene  di  cui  son  possessore. 
Not.  E  Amiua  ?... 
Ami.  11  cor  soltanto,. 

Eh.  Ah!  tutto  è  il  core  j 

(mentre  la  madre  sottoscrive ,  e  con  essa  i  testi" 
monj Elvino  presenta  V  anello  ad  Amina) 
Prendi  :  V  anel  ti  dono 
Che  un  dì  recava  all'  ara 
L'  alma  beata  e  cara 
Che  arride  al  nostro  amor. 
Sacro  ti  sia  tal  dono 
Come  fu  sacro  a  lei  ; 
Sia  de'  tuoi  voti  e  miei 
Fido  custode  ognor. 
Tutti         Scritti  nel  ciel  già  sono, 
Come  nel  vostro  coi*. 
Eh .  Sposi  or  noi  siamo. 

Ami.  Sposi!,.. 

O  tenera  parola  ! 
Eh.  Cara!  nel  sen  ti  posi 

Questa  gentil  viola.     (le  dà  un  mazzetto) 
Ami.  Puro,  innocente  fiore!  (lo  bacia) 

Eh.  Ei  mi  rammenti  a  te. 

Ami.         Ah!  non  ne  ha  d'  uopo  il  core. 
Eh.  Ah  sì,  mio  tutto  egli  è. 

a  2 

Dal  dì  che  i  nostri  cori 

S'  avvici naro  oh  !  Dio 

Con  te  rimase  il  mio, 

11  tuo  restò  con  me. 
Ami.  Ah!  vorrei  trovar  parole 

A  spiegar  com'  io  t'  adoro  ! 

Ma  la  voce,  o  mio  tesoro, 

Non  risponde  a)  mio  pensier. 
Eh.  Tutto  ah  !  tutto  in  questo  istante 

Parla  a  me  del  fuoco  ond'  ardi  : 

Io  lo  leggo  ne'  tuoi  sguardi, 

Nel  tuo  riso  lusinghier  ! 

* 


10 

L'  alma  mia  nel  tuo  sembiante 
Vede  appien  la  sua  scolpita, 
E  a  lei  vola,  è  in  lei  rapita 
Di  dolcezza  e  di  piacer! 
Tutti         Ah!  così  negli  occhi  vostri 

Core  a  core  ognor  si  mostri  * 
Legga  ognor  qual  legge  adesso 
L'  un  nell?  altro  un  sol  pensier. 
Lisa  (Il  dispetto  in  sen  represso 

Più  non  valgo  a  trattener.) 
Elv*  Domani,  appena  aggiorni, 

Ci  recheremo  al  tempio,  e  il  nostro  imene 
Sarà  compiuto  da  solenne  rito. 
»  A  genial  convito 

»  Tutti  quanti  io  vi  attendo,  e  a  lieta  danza 
»  Nel  mio  vicin  podere.     (ode si  suon  di  sferza 
Qual  rumore  !  e  calpestio  di  cavalli) 

Tutti  (accorrendo)  Cavalli  ! 

Ami.  Un  forestiere. 

SCENA  VI. 
Rodolfo,  e  due  Postiglioni. 

Rod.  Come  noioso  e  lungo  (da  lontano) 

Il  cammin  mi  sembrò1-  Distanti  ancora 
Dal  castello  siarn  noi  ì  (avanzandosi) 

Lisa  Tre  miglia,  e  giunti 

Non  vi  sarete  fuor  che  a  notte  oscura, 
Tanto  alpestre  è  la  via.  Fino  a  domani 
Qui  posar  vi  consiglio, 

Rod,  E  Io  desio. 

Avvi  albergo  al  villaggio  ? 

Lisa  Eccovi  il  mio. 

Rod.        Quello?  (esaminando  /'  osteria) 

Tutti  Quello, 

Rod.  Ah!  lo  conosco. 

Lisa  Voi,  signor? 

Tutti  (Costui  chi  fia?) 

Rod.  Il  mulino!...  il  foute...  il  bosco!... 

E  vicin  la  fattoria  !... 
Vi  ravviso,  o  luoghi  ameni, 
In  cui  lieti,  in  cui  sereni 


11 

Sì  tranquillo  i  dì  passai 
Della  prima  gioventù  ! 
Cari  luoghi,  io  vi  trovai, 
Ma  quei  dì  non  trovo  piùi 
Tutti  (Del  villaggio  è  conscio  assai: 

Quando *$siai  —  costui  vi  fu  ?) 
Mod.  Ma  ira  voi,  se  non  ni'  inganno, 

Oggi  iia  JuQgo  alcuna  festa. 
Tutti  Fauste  nozze  qui  si  fanno. 

Mod.  E  la  sposa?  è  quella^?  (accennando  Msa) 

Tutti  {additando  Jmina)  E  questa. 

Mod.  È  gentil  leggiadra  molto. 

Ch'  io  ti  miri.  —  Oh  il  vago  voltò! 
Tu  non  sai  con  quei  begli  occhi 
Come  dolce  il  cor  mi  tocchi, 
Quai  richiami  ai  pensier  miei 
Adorabili  beltà. 
Eran  desse<qual  tu  sei, 
Sul  mattino  dell'  età. 
iLisa  (Ella  sola  è  vagheggiata!  ) 

tifo.  (Da  quei  detti  è  lusingata  !) 

Coro  (Son  cortesi,  son  galanti 

fili  abitanti  -  di  città.) 
Elv.  Contezza  del  paese 

Avete  voi,  signor?  Teste  mostraste 
Di  questi  luoghi  ravvisar  V  aspetto. 
Mod.  Vi  fui  da  giovinetto 

Col  signor  del  castello. 
Ter.  a  Ohi  il  buon  signore:! 

È  morto  or  son  guattr'  anni  ! 
Mod.  E  ne  ho  dolore. 

Egli  mi  amò  qual  figlio... 
Ter.  Ed  un  figlio  egli  avea;  ma  dal  castello 
Sparve  iì  giovane  un  dì,  nè  più  novella 
ET  ebbe  V  afflitto  padre. 
Mod.  A  suoi  congiunti 

Nuova  io  ne  reco,  e  certa.  Ei  vive. 
Lisa  E  quando 

Alla  terra  natia  farà  ritorno? 
Coro  Ciascun  lo  brama. 
Mod.  Lo  vedrete  un  giorno. 

(odesi  il  suono  delle  cornamuse  che  riducono  gli 
armenti  all'  ovile) 


12 


Ter.  Ma  il  sol  tramonta  ;  e  (T  uopo 

Prepararsi  a  partir. 
Coro  Partir!... 
Ter.  Sapete 

Che  V  ora  si  avvicina  in  cui  si  mostra 
Il  tremendo  fantasma.  x 
Coro  E  vero,  è  vero! 

Rod.  Qual  fantasma?  , 
Tutti  E  un  mistero... 

Un  oggetto  (T  orror  ! 
Rod.  Follie! 
Coro  Che  dite? 

Se  sapeste,  signor... 
Rod.  Narrate. 
Coro  Udite. 

A  fosco  cielo,  a  notte  bruna, 
A  fioco  raggio  d'  incerta  luna, 
Col  cupo  suono  di  tuon  lontano 
Dal  colle  al  piano  -  un7  ombra  appar, 
In  bianco  avvolta  -  lenzuol  cadente, 
Col  crin  disciolto,  con  occhio  ardente, 
Qual  densa  nebbia  dal  vento  mossa, 
Avanza,  ingrossa  -  immensa  par  ! 
Mod.  Ve  la  dipinge,  ve  la  figura 

La  vostra  cieca  credulità. 
Tutti  Ah!  non  è  fola,  non  è  paura  : 

Ciascun  la  vide:  è  verità. 
Coro  Dovunque  inoltra  a  passo  lento 

Silenzio  regna  che  fa  spavento; 
Non  spira  fiato,  non  move  stelo; 
Quasi  per  gelo  -  il  rio  si  sta. 
I  cani  stessi  accovacciati: 

Abbassan  gli  occhi,  non  han  latrati. 
Sol  tratto,  tratto  da  valle  fonda 
La  stringe  immonda  -  urlando  va. 
ftod.  S' io  qui  restassi,  o  tosto,  o  tardi. 

Vorrei  vederla,  scoprir  che  fa. 
Tutti  Dal  ricercarla  il  ciel  vi  guardi! 

Saria  soverchia  temerità. 
Mod.  Basta  così.  Ciascuno 

Si  attenga  al  suo  parer.  Verrà  stagione 
Che  di  siffatte  larve 
Fia  purgato  il  villaggio. 


13 

Ter.  Il  ciel  lo  vaglia! 

Questo,  o  signore,  è  universal  desio. 
Rod.  Ma  del  viaggio  mio 

Riposarmi  vorrei,  se  mei  concede 

La  mia  bella  e  cortese  albergatrice* 
Tutti  Buon  riposo,  signor. 
Coro        #  Notte  felice. 

Rod.  Addio,  gentil  fanciulla  ;  (ad  Amina) 

Fino  a  domani,  addio...  T'ami  il  tuo  sposo 
Come  amarli  io  saprei. 

Elv*   (con  dispetto)  Nessun  mi  vince 

In  professarle  amore... 

Rod.  Felice  te  se  ne  possiedi  il  core!     (parte  con  Lisa 

il  Coro  si  disperde) 

SGENA  VII. 
Elvino  ed  Amina. 

Ami.  Elvino!...  E  me  tu  lasci 

Senza  un  tenero  addio  ? 
Elv.  Dallo  straniero 

Ben  tenero  P  avesti. 
Ami.  E  ver:  cortese, 

Grazioso  ei  parlò.  Da  quel  sembiante 

Ottimo  cor  traspare...^ 
Elv.  E  cor  d'  amante 

Ami.  Parli  tu  il  vero,  o  scherzi  ? 

Qual  sorge  dubbio  in  te  ? 
Elv.  T  infingi  invano^ 

Ei  ti  stringea  la  mano. 

Ei  ti  facea  carezze... 
Ami.  Ebben!.... 
Elv.  Discare 

Non  ti  eran  esse,  é  ad  ogni  sua  parola 

S'  incontravano  i  tuoi  negli  occhi  suoi, 

Gioia  ne  avevi. 
Ami.  Ingrato!  e  dir  mei  puoi? 

Occhi  non  ho  nè  core 

Fuor  che  per  te.  Non  ti  giurai  mia  fede? 

Non  ho  P  anello  tuo? 
Elv.  Sì. 


\4 

Ami.  Non  t'adoro? 

11  mio  ben  non  sei  tu  ? 
Eh'.  Sì...  ma... 

Ami.  Pa^^lrgui... 

Saresti  tu  geloso?... 
Elv.  Ah!  si,  Io  sono... 

Ami.  Di  chi? 
Elv.  Di  tuttk 

Ami.  Ingiusto  cor! 

Elvi  Perdono! 
5*  Son  geloso  del  zefiro  amante 

»  Che  ti  scherza  nel  crine,  nel  velo; 

»  Fin  del  Sol  che  ti  mira  dal  cielo, 

»  Fin  del  rivo  che  specchio  ti  fa. 
Ami.    »  Son,  mio  bene,  del  zefiro  amante, 

»  Perchè  ad  esso  il  tuo  nome  confido, 

j>  Amo  il  Sol,  perchè  teco  il  divido, 

»  Amo  il  rio,  pere  tè  V  onda  ti  dà. 
Elv.     »  Ah!  perdona  all'  amore  il  sospetto  ! 
Ami.       »  Ah!  per  sempre  sgombrarlo  dei  tu. 
Elv.      »  Sì,  per  sempre. 
Ami.  v  li  prometti? 

Eh.  9  II  prometto. 

a  2         Mai  più  dubbj  !  timori  mai  più. 

»  Ah  costante  nel  tuo,  nel  mio  seno 

»  Sia  la  fede  che  amore  avvalora  ! 

»  E  sembiante  a  mattino  sereno 

»  Per  noi  sempre  la  vita  sarà; 

»  Addio  car°  ! 

a 

Elv.  »  A  me  pensa. 

Ami.  »  E  tu  ancora- 

a  2 

»  Pur  neFsonno  il  mio  cor  ti  vedrà. 

(partono) 

SCENA  Vili. 
Stanza  ne  ir  osteria.  Di  fronte  una  finestra.  Da  un  lato 
porta  d}  ingresso:  dall'  altro  un  gabinetto .  Avvi  un 
sofà  e  un  tavolino. 

Rodolfo,  indi  Lisa. 
Mod.  Davver,  non  mi  dispiace 

D'  essermi  qui  fermato:  il  luogo  è  ameno. 


15 

L'  aria  eccellente,  gli  uomini  cortesi, 
Amabili  le  donne  oltre  ogni  cosa, 
Quella  giovine  sposa 

È  assai  leggiadra...  E  quella  cara  ostessa  ? 

È  un  po'  ritrosa,  ma  mi  piace  anch'  essa. 

Eccola:  avanti,  avanti, 

Mia  bella  albergatrice. 
Lisa  Ad  informarmi 

Veniva  io  stessa  se  1'  appartamento 

Va  a  genio  al  signor  Conte. 
Rod.  Al  signor  Conte! 

(Diami n!  son  conosciuto!) 
Lisa  Perdonate, 

Ma  il  Sindaco  lo  accerta,  e  a  farvi  festa 

Tutto  il  villaggio  aduna. 

lo  ringrazio  fortuna 

Che  a  me  prima  di  tutti  ha  conceduto 

11  favor  di  offerirvi  il  mio  rispetto. 
Rod.  Nelle  belle  mi  piace  un  altro  afletto. 

E  tu  sei  bella,  o  Lisa, 

Bella  davvero... 
Lisa  Oh  il  signor  Conte  scherza. 

Rod.  No,  non  ischerzo.  Questi  furbi  occhietti, 

Questo  boccimi  ridente, 

Quanti  cori  ha  sorpresi  ed  ammaliati  ? 
Lisa  Non  conosco  finora  innamorali. 
Rod.  Tu  menti,  o  bricconcella, 

Io  ne  conosco... 
Lisa  (avvicinandosi)  Ed  è!... 
Rod.  Se  quel  foss'io, 

Che  diresti,  o  carina?... 
Lisa  Io  che  direi? 

Rod.  Si;  che  diresti  tu? 
Lisa  Noi  crederei. 

In  me  non  è  beltà  degna  di  tanto..* 

Un  merito  ho  soltanto: 

Quello  di  un  cor  sincero. 
Rod.  E  questo  è  molto, 

Ma  qual  romore  ascolto  ?       (odesi  strepito  dalla 

finest  ra) 

Lisa  (Mal  venga  all'  importuno!) 


Rod.  Donde  provien  ?  (sì  spalanca  la  finestra) 

Lisa  Che  non  mi  vegga  alcuno. 

{fugge  nel  gabinetto,  e  nella  fretta  perde  U  faz- 
zoletto; Rodolfo  lo  raccoglie,  e  lo  getta  sul  sofà,) 

SCENA  IX. 


Comparisce  A  mina:  è  coperta  di  una  semplice  veste 
bianca;  e  si  vede  alla  finestra  V  estremità  della  scala 
per  cui  è  salita.  Ella  dorme;  è  sonnambola:  e  sy  av- 
vanza  lentamente  in  mezzo  alla  stanza. 


Rod.  Che  veggio?  Saria  questo 

Il  notturno  fantasma  !  -  Ah!  non  mf  inganno. 

Quest'  è  la  villanella 

Che  dianzi  agi'  occhi  miei  parve  sì  bella* 
Ami.  Elvino...  Elvino!... 
Rod.  Dorme. 
Ami.  Non  rispondi  ?  ^ 
Rod.  E  sonnamboia. 

Ami.  (con  sorriso  scherzoso)  Geloso 

Saresti  ancor  dello  straniero?..»  ah  parla!... 

Sei  tu  geloso  ancor? 
Rod.  Degg'  io  destarla  ? 

Ami.  Ingrato  a  me  t'  appressa...  (con  pena) 

Amo  te  solo  il  sai. 
Rod.  Destisi. 
Ami.  (tenera)  Prendi... 

La  man  ti  stendo...  un  bacio  imprimi  in  essa, 

Pegno  di  pace. 
Rod.  Ah!  non  si  desti...  Alcuno 

A  turbarmi  non  venga  in  tal  momento. 

(va  a  chiudere  la  finestra) 
Lisa  Amina  !  (dal  gabinetto)  O  traditrice  (parte  non 

veduta) 

Rod.  Oh  ciel!...  che  tento  ? 

(per  correre  ad  Amina.  Breve  silenzio*  Amina 
sogna  il  momento  della  cerimonia) 
Ami,  Oh!  come  lieto  è  il  popolo 

Che  al  tempio  ne  fa  scorta! 


fi 

fiod.  In  sogno  ancor  queir  anima 

E  nel  suo  bene  assorta. 
Ami.  Ardon  le  sacre  tede. 

fiod.  Essa  all'  aitar  si  crede. 

.Ami.  Oh  madre  mia,  m'  aita; 

Non  mi  sostiene  il  piò  ! 
Rad.  No,  non  sarai  tradita, 

Alma  gentil,  da  me.  (Amina  alza  la 

destra  come  se  fosse  alV  altare 
Ami.  Cielo,  al  mio  sposo  io  giuro 

Eterna  fede  e  amore  ! 
Rod.  Giglio  innocente  e  puro, 

Conserva  il  tuo  candore  ! 
Ami.  Elvino!...  Alfin  sei  mio. 

Rod.  Fuggasi. 
Ami.  Tua  son  io. 

Abbracciami,  r  Oh  contento 
Che  non  si  può  spiegar  ! 
Rod.  Ah  se  più  resto,  io  sento 

La  mia  virtù  mancar. 
(va  -per  uscire  dalla  portai  ode  rumore  di  genie, 
-parte  per  la  finestra  donde  è  venuta  Amina,  eia 
chiude.  Ella ,  sempre  dormendo  ,  si  corica  sul 
sofà.) 

SCÈNA  X. 
Conladini,  Sindaci  e  Alessio. 


Coro  (di  dentro). 

Cfeservate:  V  uscio  è  aperto. 

Senza  strepito  inoltriamo:  (fuori) 

Tutto  tace:  ei  dorme  certo. 

Lo  destiamo,  o  noi  destiarn  o? 

Perchè  no?  ci  vuol  coraggio: 

Presentarsi,  o  uscir  di  qua. 
Dell'  ossequio  del  villaggio 

Malcontento  ei  non  sarà.  (si  avvicinano) 

Avanziam  -  Ve'  ve7:  mirate, 


18 

A  dormir  colà  si  è  messo. 

Appressiamoci.  -  Ah...  fermate:      (si  accorgo- 
no di  Amino,)  e  tornano  indietio) 
Non  è  desso,  non  è  desso. 
Al  vestito,  alla  figura, 
.  E  una  donna..,  donna,  sì. 

E  bizzarra  V  avventura.        (reprimendo  le  risa) 
Come  entrò?  che  mai  fa  qui  ? 

SCENA  XI. 
Teresa,  Elvlno,  Lisa,  e  delti. 


Eh.        È  menzogna.  (da  lontano) 

Coro  Alcun  s'appressa. 

Li*à  Mira,  e  credi  agli  occhi  tuoi,  (addita  Amina) 
Eh.       Cielo  !  Amina  I 

Coro  Amina!  dessa!      (A mina  si  sve- 

glia al  romore) 

Ami.       Dove  son?  ahi  siete  voi? 

Ah!  mio  bene  ! 
Eh.  Traditrice! 
Ami.  Io!... 
Eh.  Ti  scosta. 

Ami.  Oh!  me  infelice! 

Che  mai  feci? 
Eh.  E  ancor  lo  chiedi?... 

Coro       Dove  sei  tu  ben  lo  vedi. 
Ami.       Qui!...  perchè?...  chi  mi  vi  ha  spinta?... 
Eh.        II  tuo  core  ingannator. 

Ami.    Madre  !  oh!  madre!    (corre  nelle  braccia  di  sua 
madre:  questa  si  copre  il  volto  colle  mani) 
Coro  Ahsei  convinta!... 

Elv.        Va  spergiura!... 
Ami.  O  mio  dolor  ! 

Tutti 

Ami.  D'un  pensiero,  d1  un  accento 

Rea  non  son,  nè  il  fui  giammai. 
Ah!  se  fede  in  me  non  hai, 
Mal  rispondi  a  tanto  amor. 


19 


Voglia  il  ciel  che  il  duol  ch'io  sento 
Tu  provar  non  debba  mai! 
Ah  !  ti  dica  s*io  t'  amai 
Questo  pianto  del  mio  cor. 
Il  tuo  nero  tradimento 
E  palese  e  chiaro  assai. 
Deh!  l'udite  un  sol  momento  j- 
Il  rigore  eccede  ornai. 

Coro  e  Alessio. 

In  qual  cor  fidar  più  mai  , 
Se  quel  cor  fu  mentitor? 
(In  questo  frattempo  Teresa  ha  raccolto  sul  sofà 
il  fazzoletto  di  Lisa,  e  lo  ha  posto  al  collo  di  Amina) 
Efc.  Non  più  nozze  ;  al  nuovo  amante  , 

Sconoscente,  io  t'  abbandono. 
Tutti  Non  più  nozze  ! 

Oh  crudo  istante  l 
Deh!...  m'udite...  io  rea  non  sono. 

Elv*  Togli  a  me  la  tua  presenza  : 

La  tua  voce  orror  mi  fa. 

Ami*        Nume  amico  all'innocenza, 
Svela  tu  la  verità. 

Tutti 

Ami.y  Eh.  Non  è  questa,  ingrato  core, 
Non  è  questa  la  mercede, 
Ch'  io  sperai  per  tanto  amore, 
Che  aspettai  per  tanta  fede... 
Ah  !  m'  hai  tolta  in  un  momenti 
Ogni  speme  di  contento... 
Ah  !  penosa  rimembranza 
Sol  di  te  mi  resterà. 

Lisa,  Alessio  e  Coro 

Non  più  nozze;  non  più  imene  : 
Sprezzo,  infamia  a  lei  conviene. 
Di  noi  tutti  allT  odio  eterno, 
Al  rossor  la  rea  vivrà. 


Élv. 

Coro 
Ter. 


20 

tèr.  Ali  !  se  alcun  non  ti  sostiene, 

Se  favor  nessun  t'  ottiene, 
Sventurata,  il  sen  materno 
Chiuso  a  te  non  resterà. 
(lutti  escono  minacciando  Amina  :  ella 
cdde  fra  le  braccia  di  Teresa.  Cala  il  sipario  »  ) 


fine  dèli/  atto  primo. 


ATTO  SfaGOIIll© 


SCENA  I. 
Boscaglia. 
Coro  di  Contadini 

^ui  la  selva  è  più  folta  ed  ombrosa 

Qui  posiamo,  vicini  al  ruscello. 

Lunga  ancora,  scoscesa,  sassosa 

È  la  via  che  conduce  al  castello. 

Sempre  tempo  per  giungere  avremo 

Pria  che  sorga  dal  letto  il  signor. 
Riflettiam.  -  Quando  giunti  saremo, 

Che  direm  per  toccare  il  suo  cuor  ? 
Eccellenza!...  direm  con  coraggio... 

Signor  Conte...  la  povera  Amina^ 

Era  dianzi  V  onor  del  villaggio, 

Il  desìo  d'ogni  villa  vicina... 

In  un  tratto  è  trovata  dormente 

Nella  stanza  che  voi  ricetto... 
Difendetela  s'  ella  è  innocente, 

Ajutatela,  s'ella  fallò. 
A  tai  detti,  a  siffatti  argomenti... 

Ei  si  mostra  commosso,  convinto; 

Noi  preghiamo,  insisliam  riverenti... 

Ei  ci  affida,  ei  promette,  abbiam  vinto... 

Consolati  al  villaggio  torniamo  : 

In  due  passi,  in  due  salti  siam  qua. 
Alla  prova!...  Da  bravi!  partiamo... 

La  meschina  protetta  sarà.  (partono.) 

SCENA  li. 

A  mina  e  Teresa. 

Jmf.  Regginii,  o  buona  madre;  a  mio  sostegno 
Sola  rimani  tu. 


22 


Ter,.  Fa  core.  TI  conte 

Dalle  lagrime  tue  sarà  commosso. 
Andiamo* 

Ami.  Ah  !  no...  non  posso  : 

Il  cor  mi  manca  e  il  piè.  -  Vedi?  -  Siam  noi 
Presso  il  poder  d"  Elvino.  -  Oh!  quante  volte 
Sedemmo  insiem  di  questi  fag^i  all'  ombra, 
Al  mormorar  del  rio!  -  L'  aura  che  spira 
De'  giuramenti  nostri  auco  risuona... 
Gli  obliò  quel  crudele!  ei  tri'  abbandona  ! 

Ter.    Esser  non  puote,  il  credi, 

Ch'ei  più  non  t'ami.  Afflitto  è  forse  ancii  *ess$, 
Afflitto  al  par  di  te...  Miralo  :  ei  viene 
Solitario  e  pensoso... 

Ami.  A  lui  mi  ascondi...  rimaner  non  oso. 

SGENA  HI. 
Elvino  e  Dette  in  disparte* 

Elv.       Tutto  è  sciolto.  Oh  dì  funesto  l 

Più  per  me  non  v'  ha  conforto. 

11  mio  cor  per  sempre  è  morto 

Alla  gioia  ed  all'amor. 
Ami.      Vedi,  o  madre...  è  afflitto  è  mesto... 

Forse,  ah!  forse  ei  m'ama  ancor.  (Aminasi 
avvicina.  Egli  si  scuote,  la  vede^ 
e  amaramente  le  dice  ) 
Elv.       Pasci  il  guardo,  e  appaga  l'alma 

Dell'  eccesso  de'  miei  mali  : 

Il  più  triste  de'  mortali 

Sono,  o  cruda,  e  il  son  per  te. 
Ami.       M'  odi,  Elvino...  Elvin,  ti  calma.*. 

Colpa  alcuua  in  me  non  è. 

Foci  lontane» 

Viva  il  Conte  ! 
Elv.  Il  Conte  !  (per  uscire) 

Ami.y  Ter.  Ah!  resta. 

Eh.  No;  si  fugga. 


23 

SCENA  IV. 
Coro  e  detti. 

Coro  Buone  nuove  ! 

Dice  il  Conte  eh'  ella  è  onesta, 

Ch'  è  innocente  ;  e  a  noi  già  move, 
Elv.        Egli  !  oh  rabbia  ! 
Tutti  Ah  !  placa  V  ira... 

Elv.  L1  ira  mia  più  fren  non  ha.  (le  toglie  l'anello) 
Ami.    11  mio  anello  !...  oh  !  madre  !... 

(si  abbandona  fra  le  braccia  di  Teresa) 
Ter.,  Coro  (ad  Mvino)  Mira  !... 

A  tal  colpo  morirà.      (breve  silenzio.  Elvino 
si  appressa  ad  Amina  vivamente  commosso) 
Elv*     Ah  ,  perchè  non  posso  odiarti, 

Infedel,  coni'  io  vorrei  ! 

Ah  !  del  tutto  ancor  non  sei 

Cancellata  dal  mio  cor. 
Possa  un'  altro,  ah  !  possa  amarti 

Qual  t'  amò  quest'  infelice  ! 

Altro  voto,  o  traditrice, 

Non  temer  dal  mio  dolor. 

Teresa  e  Coro 

Ah  !  crudel,  pria  di  lasciarla, 
Vedi  il  Conte,  al  Conte  parla. 
Ei  di  rendere  è  capace 
A  te  pace  -  e  a  lei  l'onor. 
(Elvino  parte  disperato.  Teresa  tragge  seco  A  mina  da 
un'  altra  parte) 

SCENA  V. 
Villaggio  come  nel?  atto  primo. 
Lisa  seguitata  da  Alessio 

lisa  Lasciami  :  aver  compreso 

Assai  dovresti  che  mi  sei  noioso. 
Ale.  Non  isperar  che  sposo 

Elvin  ti  sia  :  dell'  onestà  d'  Amina 

Sarà  convinto  in  breve,  e  allora... 


21 

lisa  E  allora 

Tu  mi  sarai  più  ri  ricresci  oso  ancora. 

Ale.  Deh!  Lisa,  per  pietà...  cambia  consiglio, 
Non  mi  trattar  così.  Che  far  cT  un  uomo 
Che  ti  sposa  soltanto  per  dispetto  ? 

Jjisa  Mi  è  più  caro  d'  uno  sciocco,  io  te  V  ho  detto. 

Ale.  No^  non  lo  sposerai:  porrò  sossopra 

Tutto  il  villaggio:  invocherò  del  Conte 
L'  autorità,  pria  eh'  io  sopporti  in  pace 
P'  esser  da  te  schernito  in  questa  guisa. 

Foci  di  dentro. 

Lisa  è  la  sposa... 
a  2  Che?... 
Foci  di  dentro  La  sposa  è  Lisa. 

SCENA  VI. 

Contadini,  Contadine  e  Detti.  Poi  Elvino, 

Coro 

A  rallegrarci  con  te  veniamo. 
Di  tua  fortuna  ci  consoliamo: 
A  te  fra  poco  -  d'  Amina  in  loco, 
La  man  di  sposo  Elvin  darà. 
l*i sa    De'  lieti  augurj  a  voi  son  grata, 

Con  gioia  io  veggo  che  sono  amata  ; 
E  la  memoria  del  vostro  amore 
Giammai  dal  core  -  non  m'  uscirà. 
Ale.    (Qual  uom  da  tuono  -  colpito  io  sono  ; 

Parole  il  labbro  trovar  non  sa.) 
Coro   La  bella  scelta  a  tutti  è  cara: 

Ciascun  ti  loda,  t'  esalta  a  gara  : 
A  farti  festa  -  ciascun  s'  appresta, 
Ognun  ti  prega  prosperità. 
lisa  E  fia  pur  vero,  Elvino, 

Che  alfin  dell'  amor  tuo  degna  mi  credi  ? 
]2lt>.  Sì,  Lisa.  Si  rinnovi 

Il  bel  nodo  di  pria  :  V  averlo  sciolto 
Perdona  a  un  cor  sedotto 
Da  mentita  virtù. 
lisa  Perdono  tutto. 

Ora  che  a  me  ritorni 


2b 

Più  non  penso  ai  passato:  altro  non  veggo 

Che  il  ridente  avvenir  che  alfin  mi  aspetta. 
Eh.  Vieni:  tu,  mia  diletta, 

Mia  compagna  sarai.  La  sacra  pompa1 

Già  nel  tempio  si  appresta. 

Non  si  ritardi. 
Tutti  Andiatn. 


SCENA  VII. 
Rodolfo  e  Ùetti. 

lì  od.  Elvin  t'arresta. 

Lisa  (Il  Conte!) 
Ale.  (A  tempo  giunge.) 

Rod.  Ove  i  affretti  ? 
Eh.  Al  tempio. 

Rod.  Odimi  prima. 

Degna  d'  amor,  di  stima 
E  Amina  ancor;  io  della  sua  virtude, 
Come  dei  pregi  suoi, 
Mallevador  esser  ti  voglio. 
Eh.  ^     Voi!  m 

Signor  Conte  agli  occhi  miei, 

Negar  fede  non  poss'  io. 
Rod.  Ingannato,  illuso  sei* 

Io  ne  impegno  V  onor  mio. 
Eh.  Nella  stanza  a  voi  serbata 

Non  la  vidi  addormentata? 
Rod.  La  vedesti,  Amina  eli*  era... 

Ma  svegliata  non  vi  entrò. 
Tutti  Come  dunque?  in  qual  maniera? 

Rod.  Tutti  udite. 

Coro  Udiamo  un  pof 

Rod.  V  han  certuni  che  dormendo 

Vanno  intorno  come  desti, 

Favellando,  rispondendo 

Come  vengono  richiesti 

E  chiamati  son  sonnamboli 

Dall'  andare  e  dal  dormir. 


E  fìa  vero?  -  E  fia  possibile? 

Un  par  mio  non  può  mentir. 
No  non  fia:  di  tai  pretesti 

La  cagione  appien  si  vede. 

Sciagurato I  e  tu  potresti 

Dubitar  della  mia  fede? 

Vieni,  Lisa.       (senza  badare  a  Rodolfo) 
Andiamo. 

Andiamo. 
A  tai  fole  non  crediamo. 

Un  che  dorme  e  che  camminai 
No,  non  è,  non  si  può  dar. 

SCENA  Vili. 

Teresa  e  Detti. 


Piano,  amici;  non  gridate* 

Dorme  alfin  la  stanca  Amina: 

Ne  ha  bisogno,  poverina, 

Dopo  tanto  lacrimar. 
Sì,  tacciamo  -  noi  dobbiamo 

I  suoi  sonni  rispettar.  (per  uscire) 

Lisa  !...  Elvino!...  che  vegg'  io? 

Dove  andate  in  questa  guisa? 

A  sposarci. 

Oh!  fato  rio! 

E  la  sposa...  è  Lisa? 

È  Lisa? 

E  lo  merto:  io  non  fui  cólta 

Sola  mai...  di  notte  in  volta; 

Ne  trovata  io  fui  rinchiusa 

Nella  stanza  di  un  signor. 
Menzognera!  a  questa  accusa 

Più  non  freno  il  mio  furor! 
Questo  vel  fu  rinvenuto 

Nella  stanza  del  signore. 

Di  chi  è  mai?  chi  P  ha  perduto? 

Ve  lo  dica  il  suo  rossore,  (accennando  Lisa) 


27 


Lisa!     (Eh.  latria  la  mano  di  Lisa  mor- 
Lisa.  Il  signor  Conte  tificato) 
Mi  smentisca  se  lo  può. 
(Io  non  oso  alzar  la  fronte!) 
(Che  pensar,  che  dir  non  so.) 

Tutti 

(Lisa!  mendace  anch'  essa! 
Rea  delP  istesso  errore! 
Spento  è  nel  mondo  amore, 
Più  fè,  più  onor  non  v\ha!) 
(Cielo!  a  tal  colpo  oppressa, 
Voce  non  trovo,  e  tremo. 
Quanto  al  mio  scorno  estremo 
La  mia  rivai  godrà!) 
Ter*,  Rod,  (In  quella  fronte  impressa 
Chiara  è  la  colpa  e  certa. 
Soffra:  pietà  non  merta 
Chi  altrui  negò  pietà.) 
Jtle.y  Coro  (E  la  modestia  istessa 

Ella  sembrò  in  persona! 
Merta  una  tal  corona 
Pianga,  che  ben  le  sta.) 
Eh.   Signor! ...  che  creder  deggio? 

Anch'  ella  mi  tradì  ! 
Rod.  Quel  eh'  io  ne  pensi 

Manifestar  non  vo\  Sol  ti  ripeto. 
Sol  ti  sostengo,  che  innocente  è  Amina, 
Che  la  stessa  virtude  offendi  in  essa. 
Elv:  Chi  fia  che  il  provi? 

Rod.  Chi?  -  mira:  ella  stessa*. 

SCENA  ULTIMA, 


Tutti 
Ter. 

Lisa 
Tulli 


Elv. 


Lisa 


Vedesi  A  mina  uscire  da  una  finestra  del  mulino  :  ella 
passeggia,  dormendo ,  suW  orlo  del  tetto:  sotto  di  lei 
la  ruota  del  mulino,  che  gira  velocemente,  minac- 


28 

eia  di  frangerla  se  pone  il  piede  in  fallo.  Tutti  s$ 
volgono  a  lei  spaventati.  Elvino  è  trattenuto  da 
Rodolfo. 

Tutti  Ah!  (con  un  grido) 

Rod.        Silènzio  un  sol  passo, 

Un  sol  grido  V  uccide. 
Ter.  Oh  figlia! 

Elv.  Oh  Amina! 

Coro  Scende...  Bontà  divina, 

Guida  T  errante  pie  !    (Amina  giunge  presso  alta 

ruota  camminando  sopra  una  trave  mezzo  fraci- 

da  che  piega  sotto  di  lei) 

Trema...  vacilla...  ahimè!... 

Coraggio...  è  salva!... 
Tutti  È  salva 

Ter.  Oh  figlia!.. 

Elv.  Oh  A  mina! 

(A mina  si  avanza  in  mezzo  al  teatro) 
A  mi  è  Oh!  se  una  volta  sola 

.Rivederlo  io  potessi,  anzi  che  air  ara 

Altra  sposa  ei  guidasse!... 
Rod.  (ad  Elvino)  Odi?... 
Ter.  A  te  pensa, 

Parla  di  te. 
Ami.  Vana  speranza!...  Io  sento 

Squillarci  bronzi...  al  tempio  ei  move... 

!o  T  ho  perduto...  e  pur...  rea  non  son  io. 
Tutti  Tenero  cor! 

Ami.  Oh!  Dio!  (inginocchiandosi) 

Non  mirar  il  mio  pianto:  io  gliel  perdono. 
Quanto  infelice  io  sono 
Felice  io  sia...  Questa  d'  oppresso  core 
E  r  ultima  preghiera... 

TutU  Oh  detti!  oh  amore! 

Ami.  Si  guarda  la  mano  come  cercando  di  Elvino) 
L'  anello  mio...  Y  anello... 
Ei  me  P  ha  tolto...  ma  non  può  rapirmi 
L'  immagin  sua...  Sculta  ella  è  qui...  nel  petto 
Ne  te  Òl  eterno  affetto       (si  toglie  dal  seno  i  fiori 

ricevuti  da  Elvino) 


29 

Tenero  pegno,  o  fior...  nè  te  perdei... 
Ti  bacio  ancor...  ma...  inaridito  sei. 
Ah  non  credea  mirarti 
Sì  presto  estinto,  o  fiore; 
Passasti  al  par  d'  amore 
Che  un  giorno  sol  durò,   (piange  sui  fiori) 
Potria  novel  vigore 

Il  pianto  mio  donarti... 
Ma  ravvivar  V  amore 
Il  pianto  mio  non  può. 
Elv.  Io  più  non  reggo. 
Ami.  E  s'egli 

A  me  tornasse1  Ohi  torna,  Elvin. 
liod.  (ad  Eh.)  Seconda 

11  suo  pensier. 
Ami.  A  me  t'  appressi?  Oh!  gioia  l 

U  anello  mio  mi  rechi  ? 
Bod.  (ad  Eh.)  A  lei  lo  rendi. 

Elv.  (le  rimette  /'  anello) 

Ami.  Ancor  son  tua:  tu  mio  tuttor...  Mi  abbraccia. 

Tenera  madre...  io  son  felice  appieno! 
Rod.  De'  suoi  diletti  in  seno 

Ella  si  svegli.        (Teresa  i*  abbraccia.  Elvino  si 
prostra  a' suoi  piedi  e  la  sostiene) 
Coro  Viva  Amina  (ad  alta  voce) 

Ami.  (svegliandosi)  Oh!  cielo! 

Dove  son  io?...  che  veggo?...  Ah!  per  pietade, 
Non  mi  svegliate  voi!  (si  eopre  il  volto  colle  mani) 
Ter.  No:  tu  non  dormi... 

Elv.  Il  tuo  amante,  il  tuo  sposo  è  a  te  vicino. 

(Amina  alla  voce  di  Elvino  si  scopile  gli  occhi,  lo 
guarda ,  lo  conosce,  indi  si  getta  fra  le  sue  braccia) 
Ami.  Oh  gioia!  oh  gioia!...  Io  ti  ritrovo,  Elvino! 
Tutti  Innocente,  e  a  noi  più  cara, 

Bella  più  del  tuo  soffrir. 
Vieni  al  tempio,  e  a  pie  deir  ara 
Incominci  il  tuo  gioir. 
Ami»  Ah!  non  giunge  uman  pensiero 

Al  contento  ond'  io  son  piena; 
A'  miei  sensi  io  credo  appena, 
Tu  m'  affida,  o  mio  tesor, 


30 


Ah!  mi  abbraccia,  e  sempre  insieme, 
Sempre  uniti  in  una  speme, 
DelJa  terra  in  cui  viviamo 
Ci  formiamo  -  un  ciel  d'  amor. 
Tutti  Innocente,  e  a  noi  più  cara, 

Bella  più  del  tuo  soffrir. 
Vieni  al  tempio,  e  a  piè  dell'  ara 
Incominci  il  tuo  gioir. 


FINE. 


Se  ne  permette  la  rappresentazione 
Per  V  Emo  Vicario  -  Àntonio  Ruggieri  Revisore 

Se  ne  permette  la  rappresentazione 
C.  Doria  Revisore  Politico 

Se  ne  permette  la  rappresentazione 
Per  la  Deputazione  dei  pubblici  Spettacoli 
C,  Cardelli